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Essere friulani significa essere legati ai valori della propria Terra: la passione per il lavoro, il rispetto, la famiglia, la propria casa si mescolano alle tradizioni di un popolo che ha sempre investito la propria fatica nell’arte della produzione di gemme uniche, i vini del Friuli Venezia Giulia.

I vini del Friuli Venezia Giulia sono ad oggi il fiore all’occhiello di questa Regione tanto da diventare protagonisti della quotidianità della gente friulana attraverso il rito del “tajut”, dal quale non è concesso esimersi senza una valida motivazione. Nel centro storico di Udine, impreziosito da bar e osterie tradizionali, è facile incontrare in qualsiasi momento della giornata (sin dalle prime ore della mattinata), amici e colleghi che si concedono un “taj” (calice di vino) per fare una pausa oppure risolvere in modo più conviviale una tematica lavorativa o familiare. Il “Taj” si chiama in questo modo poiché deriva da un’antica abitudine a “tagliare” vini di bassa gradazione con altri più corposi. I Vini del Friuli Venezia Giulia rappresentano l’occasione per stare insieme, stringere dei legami, concedersi un momento di relax magari accompagnato da buona musica ed un tagliere di formaggi e salumi tipici del territorio.

I Vini del Friuli Venezia Giulia

 

Cenni storici

Le origini dei Vini del Friuli Venezia Giulia risalgono all’antichità perché hanno da sempre rivestito un ruolo fondamentale di coesione del tessuto sociale. La storia ci racconta che il vino e l’enologia sono sempre state molto importanti per l’economia friulana, grazie alla passione dei contadini e all’ambiente particolarmente favorevole alla coltivazione della vite. I vigneti rientrano nel patrimonio naturalistico della Regione sin dall’epoca romana e non è difficile immaginare quanto gli imperatori apprezzassero questi nettari prelibati. Questi ultimi erano ghiotti di “Vino Pucino”, prodotto nell’omonima località (castellum Pucinum) posta nelle vicinanze delle sorgenti del Timavo in direzione di Trieste e quindi nell’attuale comune di Duino-Aurisina. Si narra che Livia, seconda moglie dell’imperatore Augusto, ne facesse un uso esclusivo e quotidiano, e questo le consentì di arrivare alla strepitosa età di 86 anni, un caso più unico che raro per quell’epoca.

I vini del Friuli Venezia Giulia erano pertanto considerati spesso come degli elisir di giovinezza e talvolta come pozioni magiche dalle qualità curative. Troviamo poi dei forti riferimenti alla Ribolla nei cenni storici che si riferiscono al Medioevo e alle gesta dei luogotenenti austriaci e della Serenissima. Il Valvasor, nel 1689, definisce il Terrano come uno dei vini più ricercati dai paesi tedeschi. Il Conte Fabio Asquini produceva già nel ‘700 il Picolit nella sua tenuta di Fagagna e per concludere ricordiamo i versi di Giobatta Michielli che nel suo “Bacco in Friuli” dice: “E vorrei sempre esser solo nel ber a tazze piene il buon Pignolo”. Tutto questo ci aiuta a comprendere come i Vini del Friuli Venezia Giulia rappresentino un prezioso patrimonio per la storia non solo della Regione ma anche dell’Italia.

 

Il territorio

Ad oggi la Regione conta più di 24.000 ettari vitati. I vitigni internazionali costituiscono la maggior parte della coltivazione lasciando comunque una parte considerevole alla fascia autoctona: Ribolla Gialla (oggi il vino più rappresentativo in fatto di crescita), Tocai Friulano, Verduzzo, Malvasia, Glera, Vitoska e Picolit a bacca bianca, mentre a bacca rossa troviamo Pignolo, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino, Terrano e Tazzelenghe. I vini del Friuli Venezia Giulia sono considerati come prodotti di eccellenza nell’enologia e questo non solo grazie alle tecniche avanzate di produzione e all’esperienza millenaria maturata in quest’ambito dal popolo friulano. La collocazione geografica e le condizioni climatiche hanno permesso la coltivazione della vite in uno stato ottimale, ma non solo.

I confini così vicini con gli stati della Slovenia e dell’Austria hanno concesso scambi e contaminazioni molto interessanti rendendo i vini del Friuli Venezia Giulia sempre molto ricercati sul mercato internazionale. Il Friuli Venezia Giulia si suddivide idealmente in due macroaree dedite alla viticoltura: le zone più utilizzate per la coltivazione tradizionale si trovano all’estremo Est e sono per la maggior parte collinari (il Collio) mentre, la pianura friulana, viene ricercata per la coltivazione di varietà produttive e maggiormente commerciali. Non è di poca importanza il fatto che la Regione sia attraversata da numerosi fiumi, i più importanti sono Tagliamento, Isonzo, Judrio e Meduna. Lungo le loro sponde la vite trova un clima ideale per la sua coltivazione. E’ d’obbligo citare il caso del piccolo paese di Rauscedo, (in provincia di Pordenone), situato a ridosso del fiume Meduna, presso cui ha sede il più grande centro mondiale per la produzione di barbatelle innestate ( Vivai Cooperativi di Rauscedo). A Rauscedo, inoltre, dopo anni di ricerca e sperimentazione, vengono commercializzate alcune varietà resistenti alle crittogame e che stanno riscuotendo un grande successo internazionale.

E’ facile comprendere, quindi, come i vini del Friuli Venezia Giulia siano spesso vini di altissima qualità. Il terreno più diffuso nella Regione è il Flysch, roccia sedimentaria caratterizzata da diversi strati di arenarie, sabbie e marne risalente all’Eocene. La Regione, si trova tra il mare Adriatico e le Prealpi Giulie, sotto l’influenza della Bora, che contribuisce a creare un microclima in cui le variazioni termiche sono importanti e la brezza del mare regola l’umidità, favorendo la crescita dell’uva.

I vini del Friuli Venezia Giulia nascono, quindi, in un territorio speciale: un perfetto incrocio tra colli, fiumi e pianure. La natura, in questa fantastica Regione, sin dagli inizi dei tempi ha parlato all’uomo chiedendo di essere coltivata nel nome di Bacco.

una cantina di vino del Friuli Venezia Giulia
Una cantina di vino del Friuli Venezia Giulia

 

La produzione dei vini del Friuli Venezia Giulia

In questo paragrafo entreremo nel merito della produzione dei Vini del Friuli Venezia Giulia. Conosceremo più a fondo le denominazioni dei vini friulani e alcune delle loro caratteristiche. L’ultimo passo, che è quello più piacevole, risiede nella degustazione. Solo a quel punto sarà facile comprendere la storia e l’impegno che è stato riversato nella viticoltura di questo territorio. I vini friulani (sia gli autoctoni che gli alloctoni o transnazionali) sono, nella maggior parte, vini freschi e ‘giovani’, fruttati e stimolanti e andrebbero bevuti preferibilmente entro l’anno di produzione. Per i vini più acerbi (specialmente i rossi autoctoni) è consigliabile un invecchiamento di uno o al massimo due anni.

E’ importante specificare che la Regione Friuli Venezia Giulia ricopre il ruolo di maggiore produttore vinicolo di vini bianchi. E’ un primato italiano, certo non internazionale, ma sicuramente degno di nota. Poche ma importanti le DOC e DOCG di questa regione: spesso sono entusiasmanti, vini di piccoli produttori, che curano direttamente la propria vigna e la vinificazione. Nella regione sono presenti anche importanti IGT interregionali, oltre ai vitigni autoctoni come la Ribolla Gialla o il Friulano, ci sono anche ottimi vitigni internazionali. L’offerta è davvero vasta e soddisfa molteplici esigenze gustative. E’ praticamente impossibile avere delle difficoltà nella scelta degli abbinamenti culinari: tutta la gamma dei Vini del Friuli Venezia Giulia è pensata per una danza a due perfetta, dall’aperitivo al dessert. Come già detto, in questa Regione è possibile apprezzare un cospicuo numero di cantine specializzate nella produzione di vini bianchi: secchi, semidolci, dolci, frizzanti in alcuni casi, tutti realizzati con la stessa varietà di uva. I metodi di invecchiamento utilizzati dai produttori di vino friulani sono molteplici: è possibile scovare  vini invecchiati in serbatoi di acciaio inox, altri in botti di legno, infine, alcuni che combinano i due metodi.

Tra i bianchi secchi predominano le varietà locali come la Malvasia Istriana, il Friulano (precedentemente noto come Tokai Friulano), la Ribolla Gialla (forse la varietà locale più rappresentativa), la Glera, il Prosecco, il Verduzzo, il Pinot Grigio, e poi anche vitigni internazionali come il Sauvignon o Chardonnay.

La zona del Collio,  (Cuei in friulano, Brda in sloveno), è un’area geografica collinare del Friuli e della Venezia Giulia, divisa tra Italia (provincia di Gorizia) e Slovenia (Goriziano), che si estende tra il fiume Isonzo ed il suo affluente di destra, fiume Iudrio. In questa porzione di territorio avviene circa l’85% della produzione di vini bianchi. In questa zona, i Vini del Friuli Venezia Giulia esprimono al massimo il loro potenziale: basti pensare che in questa piccola area geografica si producono vini così particolari, utilizzando il Pinot Grigio, che sono in grado di competere in contesti internazionali. Il Collio ha anche un’ulteriore particolarità: si trova a ridosso del confine con la Slovenia. Ecco come la geografia conduce i produttori di vino friulani a mescolare diversi stili e culture, producendo lo stesso vino, a volte separati solo da una strada o da un fiume. E’interessante notare come ci siano zone in cui ogni varietà cresce nel migliore dei modi, come ogni vitigno scelga in base al microclima il suo territorio preferito: Pinot Grigio e Ribolla Gialla spiccano soprattutto nella zona di Gorizia. Il Friulano e Malvasia a nord di Cormons e la Vitovska nel Carso, per citarne alcune.

Alcune bottiglie dei Vini del Friuli Venezia Giulia
Alcune bottiglie dei Vini del Friuli Venezia Giulia

Tra i vini bianchi dolci, ce ne sono due considerati storici: Picolit e Verduzzo. Il Picolit, per esempio, viene prodotto da diverse aziende vinicole sparse in tutta la regione dall’omonima uva, seccata dal sole o raccolta tardivamente, che dà un grande risultato e si combina bene con una grande varietà di cibi e dessert per la sua eleganza e finezza. E’ un vino particolarmente ricercato, gradevole e apprezzato sia da un pubblico maschile che femminile. L’uva Verduzzo, invece, viene coltivata in Friuli e in Veneto, ma la miglior qualità si trova nella zona DOCG Ramandolo, a nord di Udine. Esistono anche bianchi secchi che utilizzano il Verduzzo, ma è nei vini semisecchi che emerge la sua densità e aroma di miele. Tra i vini del Friuli Venezia Giulia frizzanti , per gli amanti delle bollicine, scoviamo delle piacevoli sorprese: molte cantine che producono vini bianchi e rossi, producono anche un vino frizzante usando la Ribolla Gialla e in alcuni casi aggiungendo una piccolo quantità di Pinot Nero. Da menzionare anche il Teran frizzante, ma soprattutto abbiamo il Prosecco, ottenuto dalla varietà di uva detta Glera. Nota di merito va poi alla Ribolla Gialla, la più emblematica e versatile. I vini del Friuli Venezia Giulia non sono solo bianchi ma anche rossi, forse meno conosciuti ma davvero eccezionali. Tra i vini rossi possiamo annoverare i vitigni locali e quelli internazionali. Tra i locali il Teran-Terrano, Pignolo, Refosco dal Peduncolo Rosso e Schioppettino.

Le uve internazionali presenti in Friuli Venezia Giulia sono principalmente Merlot e, in misura minore, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

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